Paura di muoversi
Gabriella on feb 27 2008 at 1:03 pm | Filed under: Essere se stessi

Mi piace pensare che la donna del quadro riesca a tuffarsi nelle acque della vita! Nella simbologia che Annik ha utilizzato si capisce il lungo cammino di fatica e sofferenze che ha compiuto per spogliarsi di orpelli imbriglianti. Credo che l’istante in cui c’è l’ultima esitazione prima di tuffarsi, sia quello più duro: si deve entrare nel “vuoto” un attimo prima di toccare l’acqua. In quell’attimo si vivono passato, presente e futuro insieme! C’è una fusione del tempo: si prova la paura del futuro e si ricorda la staticità opprimente del passato, ma in mezzo c’è però il presente, che può e deve essere riconosciuto come una scelta consapevole. Penso che sia per questo che certe scelte possano spaventare tanto e si rischia di non farle. Non ci si permette neppure di provarci, per paura di sbagliare si compie il vero sbaglio: non vivere l’esperienza.
Per come la penso io è sempre meglio girare l’angolo per andare a vedere cosa c’è dietro, piuttosto che vivere di rimpianti e di paure.
Perchè vivere nella staticità porta a ritornare sempre con il pensiero nel passato, rivivendolo ogni volta con dolore, si anticipa inoltre il futuro e molte volte nelle sue vesti più cupe.
Credo che valga sempre la pena di lasciarsi andare e vivere pienamente ogni istante. Si possono commettere degli errori, ma dobbiamo e possiamo permettercelo. Solo dagli errori possiamo imparare e cambiare dentro, evitarli non ci fa muovere di un passo, ma che noia un’esistenza sempre uguale! Mi piace pensare alla vita come ad una Tavolozza di Colori: usiamoli tutti e bene come fa Annik, diventiamo i creatori del nostro Capolavoro!
Un abbraccio! Gabriella

Gabriella,
Quanto bene hai espresso con le parole quello che ho cercato di esprimere con i colori e i simboli.
Ti ringrazio dal cuore.
Annick
PS: la prossima opera è molto più ottimista!